Argillà Italia 2026: le ceramiche di Supriya Menon Meneghetti alla Bottega Bertaccini
Torna l’appuntamento più atteso dagli amanti della ceramica: Argillà Italia 2026, la grande festa internazionale dedicata all’arte ceramica che anima le vie e le piazze del centro storico di Faenza. Nelle giornate di venerdì 4, sabato 5 e domenica 6 settembre, centinaia di ceramisti, artisti, professionisti, collezionisti e appassionati provenienti da tutto il mondo si ritroveranno in città per tre giorni di mostre, laboratori ed eventi diffusi.
Il programma completo della manifestazione è disponibile sui siti ufficiali di Argillà Italia, nelle sezioni dedicate a mostre ed eventi.
La mostra alla Bottega Bertaccini
Come da tradizione, anche la Bottega Bertaccini, nella nuova sede di Corso Garibaldi 3 a Faenza, partecipa alla rassegna con un evento collaterale: una mostra personale dedicata all’artista indiana Supriya Menon Meneghetti, dal titolo “Madri che danzano / Mothers Who Dance”.
- Inaugurazione: giovedì 3 settembre 2026, ore 16:00.
- Orari di apertura: tutti i giorni, 10:00–13:00 e 15:00–21:00.
- Sede: Bottega Bertaccini, Corso Garibaldi 3, Faenza.
L’artista: Supriya Menon Meneghetti
Supriya Menon Meneghetti è un’artista multidisciplinare attiva nel campo della ceramica da oltre trent’anni. Ha iniziato il proprio percorso come allieva presso la Golden Bridge Pottery di Pondicherry (Tamil Nadu, India), per poi affermarsi come artista indipendente, docente e curatrice. Lo studio dell’Ikebana ha influenzato profondamente la sua sensibilità artistica, plasmando il suo senso della forma, dell’equilibrio e della composizione.
Oggi dirige lo studio di ceramica presso Maroma e la Gallery MAJI ad Auroville, continuando parallelamente a curare e partecipare a mostre in India e a livello internazionale.
Il racconto dell’opera
Queste opere sono autoritratti in ceramica, un’astrazione plasmata dal mio percorso di maternità. Ogni forma nasce da momenti di guida e di abbandono, dall’imparare a muoversi al ritmo del cambiamento. “Madri che danzano” parla dell’azione del divenire, un delicato equilibrio tra il trattenere e il lasciar andare: opere realizzate a mano con rotoli e lastre, ricoperte da smalti e velature, che recano i segni del tocco, del tempo e della trasformazione.